Finestra di un appartamento sui tetti del centro storico di Roma
Ristrutturazione

Ristrutturare un appartamento nel centro di Roma

Paola Colonna

Paola Colonna

Interior Designer

21 giugno 2026 · 8 min di lettura

Lavoro a Roma da vent'anni e la maggior parte dei miei progetti è nel centro storico. Il tratto di città compreso tra il Tevere, il Quirinale, l'Aventino e la Nomentana — con i suoi quartieri di Trastevere, Monti, Testaccio, Prati, il Centro Storico vero e proprio, il Pigneto e tutto ciò che sta in mezzo — è un corpus edilizio unico al mondo per densità, stratificazione e complessità. E ogni volta che entro in un appartamento non ancora toccato, c'è sempre quella sensazione di trovarsi di fronte a qualcosa che ha già vissuto molte vite.

Ristrutturare nel centro di Roma non è uguale a ristrutturare in una città moderna. I vincoli sono più numerosi, gli edifici più complessi, le sorprese durante i lavori più frequenti. Ma anche le opportunità sono diverse: materiali, proporzioni e carattere che nessun palazzetto contemporaneo può avere.

Cosa aspettarsi da questi appartamenti

Il primo sopralluogo in un appartamento nel centro storico romano riserva quasi sempre delle sorprese — nel bene e nel male.

Altezze. I soffitti degli appartamenti storici romani raramente scendono sotto i 3 metri, e spesso arrivano a 3,5 o 4. Questo è un lusso assoluto che determina tutto il progetto: scala del mobile, posizione delle luci, possibilità di mensole a tutta altezza, dimensioni delle aperture. I soffitti alti perdonano molti difetti di metratura.

Planimetrie. Le piante del centro di Roma riflettono la stratificazione della città: edifici costruiti su preesistenze medievali, ristrutturati in epoca barocca, sopraelevati nell'Ottocento, suddivisi nel Novecento. Il risultato sono appartamenti con angoli non a 90 gradi, corridoi che cambiano larghezza, stanze che sembrano quadrate sulla carta e rettangolari nella realtà, cortili interni che tolgono luce a stanze altrimenti ben posizionate. Per leggere queste planimetrie come opportunità invece che come problemi, è utile la guida alle planimetrie difficili.

Luce. La luce nel centro storico romano è una questione seria. Gli appartamenti ai piani bassi in vicoli stretti possono avere luce molto limitata; quelli ai piani alti con affaccio a sud o ovest hanno luce straordinaria. Un appartamento in Trastevere con una finestra sul giardino di un convento è diverso da uno in Via del Corso con affaccio su un pozzo cieco. Capire l'esposizione prima di comprare è fondamentale. La guida ai colori per casa buia aiuta a lavorare con gli appartamenti meno luminosi.

Materiali originali. I palazzi romani del XVII-XIX secolo conservano spesso elementi di grande valore: pavimenti in graniglia o cementine, soffitti con stucchi e affreschi, porte alte in legno, scale in travertino. Come spiego in ristrutturare un appartamento storico, questi elementi sono il capitale da non disperdere.

I vincoli del centro storico

Il centro storico di Roma è, in larga parte, Patrimonio Mondiale UNESCO e quindi soggetto a livelli multipli di tutela. Questo non significa che non si possa fare nulla: significa che bisogna sapere cosa si può e non si può fare prima di cominciare.

La distinzione fondamentale è tra esterno e interno. Le facciate, i tetti, i cortili interni, le scale condominiali — tutto ciò che è visibile dall'esterno o che caratterizza le parti comuni — è soggetto a vincoli molto stringenti. Gli infissi, i cornicioni, i colori delle pareti esterne: qualsiasi modifica richiede autorizzazione della Soprintendenza e, nei casi più delicati, del Campidoglio.

Gli interni sono generalmente più liberi, ma non privi di vincoli. Gli appartamenti in edifici formalmente vincolati (che si riconoscono dalla documentazione catastale e dal certificato di agibilità) sono soggetti a tutela anche per gli ambienti interni: stucchi, pavimenti originali, boiserie. In questi casi, rimuovere o modificare elementi decorativi richiede un'autorizzazione preventiva della Soprintendenza.

La buona notizia è che la normativa sugli interni lascia generalmente spazio per adeguare gli impianti, riorganizzare la distribuzione interna (compatibilmente con la struttura), e intervenire su pavimenti non originali o su elementi non di pregio. Un professionista locale — architetto o geometra con esperienza nel centro storico romano — è indispensabile per capire cosa è possibile e con quale percorso autorizzativo.

Sfruttare la luce romana

La luce del centro di Roma ha una qualità particolare. Nei piani alti esposti a sud o ovest, la luce entra calda e obliqua per buona parte del giorno; anche d'inverno, la lunga esposizione al sole compensa ampiamente le ore più corte. Questo tipo di luce valorizza i materiali naturali — travertino, intonaco grezzo, legno — in modo che le lampade non riescono a replicare.

Nei piani bassi o nei cortili interni, la luce è invece filtrata, diffusa, a volte quasi assente. Questi spazi richiedono un approccio diverso: palette calda, materiali riflettenti, fonti di luce artificiale multiple e studiate. L'errore più comune è lavorare su un appartamento poco luminoso come se fosse luminoso — con pareti bianche fredde, superfici opache, luce unica al centro del soffitto.

La scelta della palette deve partire dall'esposizione reale dell'appartamento. Un appartamento rivolto a nord su un vicolo ristretto non è lo stesso spazio di un appartamento rivolto a ovest su una piazza. I colori caldi — ocra, terracotta, giallo romano, cipria — funzionano bene con la luce romana sia nelle stanze luminose (dove si intensificano) sia in quelle buie (dove aggiungono calore invece di freddo).

Spazi piccoli, soffitti alti

Molti appartamenti nel centro storico romano combinano metrature contenute con altezze generose. Questa proporzione — alta e stretta — è la cifra caratteristica degli appartamenti romani e richiede una logica di progetto specifica.

Verticale, non orizzontale. In un appartamento basso, si pensa in senso orizzontale. In un appartamento alto, si pensa in verticale. Librerie a tutta altezza, nicchie ricavate nelle pareti alte, finestre che arrivano fino al soffitto, quadri appesi in gruppi verticali: tutto ciò che porta l'occhio in su valorizza la proporzione invece di sprecarla.

Meno pezzi, più grandi. Un piccolo soggiorno con soffitti a 3,5 metri regge mobili grandi meglio di quelli piccoli. Un divano importante, un tavolo con grazia, un armadio su misura a tutta altezza: meno elementi, più curati nella scala.

Soppalchi dove possibile. Se l'altezza lo consente (la soglia minima di abitabilità per un soppalco è generalmente 210 cm sia sopra che sotto), un soppalco crea uno spazio aggiuntivo senza incidere sulla superficie catastale. In molti monolocali e bilocali del centro, il soppalco cambia completamente l'organizzazione degli spazi.

Per tutte le soluzioni specifiche a layout difficili, rimando alla guida alle planimetrie difficili e a quella sui colori per casa piccola.

Lo stile romano contemporaneo

C'è un'estetica che si è sviluppata negli ultimi vent'anni negli appartamenti ristrutturati del centro di Roma, e che è figlia di questa tensione tra antico e contemporaneo. Non è uno stile codificato, ma ha delle caratteristiche ricorrenti.

Pavimenti originali restaurati o, dove non disponibili, nuovi in materiale affine — cotto, travertino, graniglia reinterpretata, pietra locale. Mai il gres lucido che potrebbe stare ovunque.

Pareti in intonaco grezzo o tinteggiato a calce, con piccole imperfezioni visibili, in toni neutri caldi: travertino, avorio, cipria, terracotta chiaro. Le pareti perfette e lisce da appartamento moderno sembrano fuori posto in un palazzetto con soffitti irregolari.

Cucina e bagno dichiaratamente contemporanei, senza tentare di imitare l'antico. Una cucina bianca pulita, un bagno in lastre di pietra: il contrasto dichiarato funziona meglio dell'imitazione.

Legno e metallo naturale nei dettagli — maniglie in ottone, mensole in noce, infissi in ferro. Materiali che invecchiano bene e che dialogano con la patina degli elementi originali.

Terrazza romana

Comprare prima di ristrutturare

Se stai valutando l'acquisto di un appartamento nel centro di Roma con l'intenzione di ristrutturarlo, ci sono alcune cose che vale la pena verificare prima del rogito.

Stato dell'immobile. Chiedi sempre una perizia tecnica: lo stato degli impianti (elettrico, idraulico, riscaldamento), la presenza di umidità, le condizioni della copertura. Le sorprese nei palazzi storici esistono e possono essere costose.

Regolarità urbanistica. In molti appartamenti del centro, nel corso del tempo sono state fatte modifiche non autorizzate: tramezze spostate, bagni aggiunti, soppalchi costruiti senza permesso. Una verifica della conformità urbanistica evita problemi al momento di chiedere i permessi per i nuovi lavori.

Consorzio condominiale. L'andamento del condominio — spese ordinarie e straordinarie in programma, stato delle facciate e dei tetti — può incidere significativamente sul costo totale dell'operazione.

Orientamento e piano. Come già detto, la differenza tra un secondo piano a nord su cortile e un quinto piano a sud su tetti è enorme. Se il budget lo permette, il piano alto con vista sui tetti romani è un investimento che si sente ogni giorno.

Per il processo di acquisto — soprattutto se sei un compratore straniero — la guida all'acquisto in Italia e i costi di ristrutturazione offrono un quadro completo dell'investimento complessivo.


Se stai pensando a un appartamento nel centro di Roma e vuoi capire cosa è possibile fare — prima di comprare, o dopo — siamo qui. Conosciamo bene la città, conosciamo i vincoli, e sappiamo come progettare in questi spazi. Il sopralluogo è sempre il primo passo giusto.

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L'autore

Paola Colonna

Paola Colonna

Interior Designer

Paola ha fondato ATRIA dalla passione per gli spazi armoniosi. Guida la progettazione degli interni con un approccio attento e personalizzato a materiali, tessuti e artigianato italiano.

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