Pavimento in cementine decorate restaurato in un appartamento d'epoca
Ristrutturazione

Pavimenti d'epoca: come restaurarli e valorizzarli

Paola Colonna

Paola Colonna

Interior Designer

24 maggio 2026 · 8 min di lettura

Il pavimento è spesso la cosa più preziosa di un appartamento d'epoca. Non nel senso della stima catastale, ma nel senso del carattere: quelle cementine a motivo geometrico, quella graniglia in due toni, quel cotto a mattoni sfumati dal tempo — sono elementi che un edificio nuovo non potrà mai replicare, per quanto cerchi di imitarli. Quando entro in un appartamento storico e vedo il pavimento originale ancora intatto, la mia prima reazione è sempre un moto di sollievo. Quando vedo che è stato coperto con il laminato negli anni Novanta, o peggio ancora rimosso, c'è un momento di lutto silenzioso.

Il punto che mi trovo a spiegare spesso ai clienti è questo: il pavimento d'epoca non è un problema estetico da risolvere, è un'opportunità progettuale da sfruttare. E farlo richiede innanzitutto di capire cosa si ha tra le mani.

Conoscere il tuo pavimento

Prima di decidere qualsiasi cosa — restaurare, integrare, o eventualmente sostituire — bisogna identificare il tipo di pavimento e il suo stato reale. Ogni materiale ha una storia, una vulnerabilità specifica, e un percorso di restauro diverso.

Cementine decorate

Le cementine (o mattonelle idrauliche) sono piastrelle prodotte a pressione con un impasto di cemento colorato, senza cottura. Tipiche di fine Ottocento e primo Novecento, si riconoscono per i motivi geometrici o floreali ottenuti con diversi strati di cemento pigmentato. La loro superficie non è vetrinata: il colore è nel materiale stesso, il che le rende vulnerabili all'abrasione ma anche restaurabili per lucidatura.

Con il tempo tendono ad opacizzarsi, a perdere lucentezza, e in alcuni punti ad ammaccarsi o scheggiarsi. La buona notizia è che il restauro è quasi sempre possibile, anche in condizioni di forte usura: la lucidatura a pietra e l'applicazione di protettivi specifici riportano in vita colori che sembravano perduti.

Graniglia e terrazzo

La graniglia — chiamata anche granito veneziano o terrazzo — è un pavimento gettato in opera, ottenuto mescolando frammenti di marmo o pietra con un legante di cemento. Una volta indurito, viene levigato fino a ottenere una superficie liscia dove i granuli di colore emergono come stelle in un cielo scuro. È il pavimento d'epoca per eccellenza dei palazzi romani e milanesi tra anni Venti e Cinquanta.

Il terrazzo è estremamente resistente e, se intatto, richiede solo lucidatura periodica. Il problema più comune è la presenza di crepe (dovute agli assestamenti del solaio) o zone di distacco. La riparazione a toppa è tecnicamente eseguibile ma richiede un artigiano esperto, perché abbinare la graniglia esistente è un'arte.

Cotto

Il cotto — letteralmente "cotto al fuoco" — è la terracotta in mattoni o piastrelle, tipica delle case rurali toscane ma presente in molte abitazioni storiche del centro e sud Italia. Il suo calore visivo è inimitabile: quei rossi, ocra e terrecotte smorzati dal tempo creano un senso di radicamento che nessun prodotto moderno riesce a eguagliare.

Il restauro del cotto prevede pulizia in profondità, stuccatura delle fughe e applicazione di un olio o cera protettiva (mai resine sintetiche lucide, che ne tradiscono la natura porosa). Il rischio principale è la sgretolatura in ambienti umidi: verificare sempre la situazione dell'umidità di risalita prima di qualsiasi intervento.

Marmo e pietra

Marmo, travertino e pietra locale sono presenti soprattutto nei piani nobiliari dei palazzi storici — ingressi, sale di rappresentanza, bagni. Il marmo è il più durevole ma anche il più difficile da abbinare in caso di sostituzioni parziali, perché il colore varia da lastra a lastra e invecchia in modo non replicabile.

Il restauro del marmo — levigatura, lucidatura a specchio o satinata — è un lavoro da affidare a uno specialista in lapidei. Le macchie ostinate (ruggine, calcare, residui di cera) richiedono prodotti specifici per tipo di pietra.

Legno antico

Il parquet antico — spesso in rovere, noce o castagno — è meno comune nelle abitazioni storiche italiane rispetto al nord Europa, ma presente in molte case di campagna e in alcuni palazzi signorili. L'invecchiamento naturale del legno crea una patina che i prodotti moderni imitano con scarso successo.

Il restauro prevede carteggiatura (spesso a mano per non asportare troppo materiale in pavimenti sottili), stuccatura dei nodi e fessure, e finitura con olio o cera a pigmento. Meglio evitare le vernici sintetiche lucide, che trasformano il pavimento in una superficie plastificata.

Restaurare o rifare?

La domanda che ricevo più spesso non è "come restauro", ma "vale la pena restaurare?". La risposta è quasi sempre sì, per tre ragioni.

Valore patrimoniale. Un appartamento con i pavimenti originali in cementine o graniglia vale di più sul mercato — non perché i compratori siano soltanto sentimentali, ma perché sanno che questi materiali non si trovano più. Un bilocale in zona Prati con le cementine belle e restaurate si vende in modo diverso da uno con il gres porcellanato del 2005.

Insostituibilità. Non è possibile rifare un pavimento in graniglia d'epoca a un costo ragionevole, e il risultato non sarà mai lo stesso. Le cementine vintage si trovano (nei mercati e da alcuni artigiani), ma abbinare il pattern esatto richiede fortuna. Una volta rimosso, il pavimento originale è perduto.

Vincoli nei centri storici. In molti edifici vincolati dalla Soprintendenza la rimozione dei pavimenti originali richiede una procedura autorizzativa che in pratica si traduce in un diniego. Meglio sapere prima cosa si può e cosa non si può fare.

Ci sono casi in cui il restauro non è conveniente: pavimento troppo compromesso (oltre il 40-50% di pezzi mancanti o rotti), presenza di umidità di risalita strutturale non risolta, o necessità di un cambio totale di quota per ragioni impiantistiche. In questi casi, la scelta migliore è documentare il pavimento originale (foto, campioni) e procedere con un materiale che si abbini al carattere dell'appartamento — mai il gres lucido finto-cemento.

Come si restaura

Il processo varia per materiale, ma ci sono passaggi comuni a quasi tutti i pavimenti d'epoca.

Pulizia stratigraficata. Anni di incrostazioni di cera, detersivi, e sporco profondo si rimuovono con decapanti specifici per il materiale, applicati a mano e non con macchine aggressive. Questa fase rivela lo stato reale del pavimento — spesso molto migliore di quanto apparisse.

Stuccatura. Le fughe consumate o mancanti vengono riintegrate con malte di calce (mai cemento grigio, che colora diversamente e crea tensioni). Per le cementine, la stuccatura è a filo del motivo; per la graniglia, si lavora a toppa cercando di abbinare i granuli.

Levigatura e lucidatura. La levigatura rimuove uno strato sottilissimo di materiale, restituendo una superficie omogenea; la lucidatura (a pietra o a cera) porta la finitura desiderata — da opaco satinato a specchio, secondo il materiale e il gusto.

Protezione. La fase finale è la più importante per la durata nel tempo. Le cementine vanno protette con impregnanti a base d'acqua idrorepellenti; il cotto con cere naturali o oli; il marmo con protettivi specifici per lapidei; la graniglia con cere traspiranti. I prodotti sbagliati (resine epossidiche, vernici) sigillano il materiale impedendone la respirazione e causano problemi nel tempo.

Valorizzarlo nell'arredo

Un pavimento d'epoca restaurato è già un elemento di design: il rischio è fare troppo. La regola che applico nei miei progetti è sottrarre, non aggiungere.

Se il pavimento ha un pattern forte (cementine geometriche, graniglia bicolore), il resto della stanza deve essere più quieto. Pareti neutre, mobili dalla linea pulita, tessuti in tono: il pavimento diventa il protagonista, non uno dei tanti elementi in competizione. Un errore classico è coprire un bel pavimento d'epoca con un grande tappeto: se il pavimento è bello, lascialo vedere.

La luce radente valorizza la texture del materiale più di qualsiasi altro accorgimento. Una fila di faretti orientabili bassi, o meglio ancora delle applique che proiettano luce verso il basso, fanno emergere i motivi delle cementine e le venature della graniglia in modo che una luce zenitale non riesce a ottenere. Vale la pena leggerlo insieme alla guida all'illuminazione.

Il contrasto con il contemporaneo funziona meglio della coerenza stilistica totale. Un pavimento in cementine color ottanio con una cucina bianca lineare è più interessante di un pavimento in cementine con una cucina finto-rustica in legno scuro. L'antico regge bene il contemporaneo; fa più fatica con le imitazioni del se stesso.

Barocco siciliano

Mescolare antico e nuovo

Spesso l'appartamento non ha il pavimento originale ovunque: magari il bagno è stato rifatto negli anni Settanta, o la cucina ampliata con materiali diversi. Il problema delle transizioni tra il pavimento d'epoca e il pavimento nuovo è uno dei più delicati del progetto.

La tentazione è di "abbinare" — trovare qualcosa di simile al pavimento originale. Raramente funziona, perché il nuovo non invecchia nello stesso modo. La soluzione che preferisco è il contrasto dichiarato: un pavimento in resina, un cotto nuovo di un formato diverso da quello storico, o un parquet chiaro — qualcosa che dica chiaramente "questo è nuovo" invece di fare il verso all'originale. La distinzione temporale onesta è più elegante del tentativo di falsificazione.

Terrazza romana

Per approfondire le scelte di pavimento in un contesto di ristrutturazione, vale la pena leggere anche parquet o maioliche e ristrutturare un appartamento storico. Per il budget del restauro, la guida ai costi di ristrutturazione offre una stima realistica delle voci di spesa.


Se hai un pavimento d'epoca e non sai se vale la pena tenerlo, o come valorizzarlo nel progetto, siamo disponibili per un sopralluogo. Spesso bastano trenta minuti con il materiale sotto mano per capire cosa si può fare — e cosa sarebbe un peccato perdere.

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L'autore

Paola Colonna

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Paola ha fondato ATRIA dalla passione per gli spazi armoniosi. Guida la progettazione degli interni con un approccio attento e personalizzato a materiali, tessuti e artigianato italiano.

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